Il mio omaggio era evidente a tutti, fin dal titolo.
Oggi il grande maestro — come succede a tutti i grandi maestri — ha attraversato il velo ed è diventato immortale.
Con un appassionato invito a (ri)scoprirlo, torno allora su un libro di cui avevo già in mente di parlarvi.
Frederick Forsyth (25 agosto 1938 – 9 giugno 2025)
Frederick Forsyth non ha forse inventato il genere, ma lo ha di certo portato a un livello superiore. Con Il giorno dello sciacallo, pubblicato nel 1971, Forsyth trasformò il thriller politico in qualcosa di nuovo: una macchina narrativa costruita con la precisione di un dossier, nella quale la suspense nasce non soltanto dall’azione, ma dalla conoscenza dei meccanismi attraverso cui un’operazione clandestina può essere progettata e portata a termine.
E’ uno dei motivi per cui il suo nome torna alla mente nel parlare de I giorni del Corvo.
La realtà come materia narrativa
Prima di diventare romanziere, Forsyth era stato giornalista e corrispondente estero. Aveva lavorato per la Reuters e per la BBC e aveva seguito da vicino alcune delle crisi internazionali più importanti del suo tempo. La sua esperienza giornalistica, insieme ai rapporti con il mondo dell’intelligence britannica, sarebbe diventata una componente fondamentale della sua narrativa.
Non sorprende quindi che nei suoi romanzi la geopolitica sia così cruciale. Governi, servizi segreti, organizzazioni clandestine, interessi economici e conflitti internazionali non costituiscono semplicemente il contesto nel quale si muovono i personaggi: sono parte integrante della storia. È una caratteristica che mi interessa particolarmente.
Quando si scrive un thriller che affonda le proprie radici nella realtà contemporanea, infatti, la difficoltà non consiste soltanto nell’inventare una storia credibile. Bisogna costruire un mondo nel quale quella storia possa realmente accadere, e Forsyth aveva fatto di questa esigenza quasi una regola.
Il giorno dello sciacallo
Nel suo romanzo più celebre, un’organizzazione segreta incarica un misterioso killer professionista di assassinare il presidente francese Charles de Gaulle. La storia prende spunto dalla situazione politica realmente esistente nella Francia degli anni Sessanta e dall’attività dell’OAS, l’organizzazione clandestina che si opponeva all’indipendenza dell’Algeria. Ma Forsyth introduce nella vicenda un elemento completamente immaginario: lo Sciacallo, un professionista senza nome, senza ideologia e apparentemente senza legami, incaricato di compiere un attentato quasi impossibile.
Il risultato è un romanzo nel quale la preparazione dell’operazione assume quasi lo stesso peso dell’azione. Documenti falsi, identità costruite, spostamenti, armi, denaro, contatti, logistica: tutto viene seguito con una precisione che, all’epoca, rappresentò una delle grandi novità del libro. Forsyth non si limita a chiedere di credere che qualcosa possa accadere: gli spiega dettagliatamente COME potrebbe accadere.
Dal libro al cinema
Il giorno dello sciacallo divenne quasi subito un film. Nel 1973 Fred Zinnemann realizzò The Day of the Jackal, con Edward Fox nel ruolo dello Sciacallo. Il film è oggi considerato uno dei grandi classici del thriller politico e mantiene una caratteristica fondamentale del romanzo: la centralità della preparazione, della pazienza e della precisione.
Nel 1997 arrivò invece The Jackal di Michael Caton-Jones, con Bruce Willis e Richard Gere. Qui il rapporto con il romanzo originale è molto più libero e il film diventa un action thriller contemporaneo, lontano dall’impostazione quasi documentaria di Forsyth.
Due modi molto diversi di confrontarsi con lo stesso materiale. E poi, nel 2024, è arrivata la televisione.
Lo Sciacallo nel XXI secolo
La nuova The Day of the Jackal, prodotta da Sky e Peacock, è una rivisitazione contemporanea in dieci episodi del romanzo di Forsyth. Protagonisti sono Eddie Redmayne nei panni dello Sciacallo e Lashana Lynch in quelli dell’agente dell’MI6 Bianca Pullman.
La serie non ha cercato semplicemente di rifare il film del 1973; ne ha preso il personaggio e l’idea centrale — l’assassino professionista braccato dall’intelligence — e li ha trasportati nel presente. Il risultato è quindi qualcosa di diverso dall’adattamento tradizionale: una storia contemporanea che utilizza il romanzo di Forsyth come matrice narrativa.
Lo Sciacallo diventa un uomo che attraversa un’Europa contemporanea, mentre la caccia dell’MI6 si sviluppa parallelamente alla sua attività. La serie mantiene così uno degli elementi fondamentali dell’originale: il confronto fra due professionisti, uno che deve portare a termine il proprio incarico e l’altra che deve riuscire a identificarlo e fermarlo. E attenzione: Forsyth stesso è accreditato come consulting producer della serie. Come se il vecchio maestro fosse rimasto, almeno simbolicamente, dentro il nuovo adattamento. La prima stagione, composta da dieci episodi, è stata trasmessa nel 2024 e ha ottenuto un risultato notevole per Sky, diventando il suo più grande lancio di una serie originale degli ultimi anni.
Perché Forsyth è un “libro del Corvo”
Ma perché parlare di Forsyth in questa sezione? Perché I giorni del Corvo appartiene, per molti aspetti, alla stessa grande famiglia narrativa. Non perché io abbia cercato di imitare Forsyth — sarebbe un’impresa piuttosto presuntuosa — ma perché condivido con lui una certa idea del thriller: quella secondo cui la storia può nascere dall’incrocio fra individui e sistemi di potere.
Il protagonista di un thriller geopolitico non si muove mai davvero da solo. Dietro di lui ci sono apparati, governi, servizi, interessi economici, alleanze, informazioni che qualcuno possiede e qualcun altro cerca di ottenere. E soprattutto c’è una realtà internazionale che continua a cambiare mentre la storia viene raccontata. È questo che rende Forsyth ancora interessante a più di cinquant’anni dalla pubblicazione de Il giorno dello sciacallo, e se anche i suoi romanzi appartengono al loro tempo, il meccanismo che li sostiene continua a funzionare.
Ci sono aspetti, infatti, che non sono mai cambiati: il potere ha bisogno di segretezza, l’informazione continua ad avere un prezzo e qualcuno, da qualche parte, continua a cercare di sapere ciò che qualcun altro vuole nascondere.
Frederick Forsyth se n’è andato il 9 giugno 2025, a 86 anni, dopo una breve malattia. Ha lasciato più di venti opere e decine di milioni di lettori in tutto il mondo. I suoi libri però continueranno a parlare in eterno.
DOSSIER CORVO / 002
Fascicolo: I libri del Corvo
Documento: Il giorno dello sciacallo
Autore: Frederick Forsyth
Prima pubblicazione: 1971
Temi: intelligence · terrorismo · geopolitica · assassinio politico · servizi segreti · thriller
Adattamenti: The Day of the Jackal (Fred Zinnemann, 1973); The Jackal (Michael Caton-Jones, 1997); The Day of the Jackal (serie TV, 2024)
Connessione con I giorni del Corvo: thriller politico, intelligence, geopolitica, rapporti fra individui e apparati di potere.
